Cadiamo per innumerevoli motivi: un’amicizia che ci delude, per dei sogni svaniti, per un amore finito nonostante tu avessi dato tutto, fino all’impossibile, ma l’amore, non sempre basta.

Cadiamo nel nostro lavoro, per un progetto in cui abbiamo creduto tanto, investito tempo e denaro. Cadiamo più di quanto sia umanamente tollerabile.
Quante volte lo abbiamo fatto? Cadere intendo.

Per i primi giorni tutto sembra maledettamente complicato, giri e rigiri a vuoto, nella testa i pensieri si accavallano l’uno su l’altro, non ascolti più nessuno, intorno, tutti i suoni sono ovattati, persino il suono della voce sembra diverso.

Credi di non farcela, che tutti gli sforzi per rimetterti in piedi saranno inutili.
Quante volte sono caduto in questi anni? Professionalmente e non. La prima reazione è stata sempre quella di chiedermi: Perché proprio a me? Perché dovrei rialzarmi? Che senso ha? Sono un fallito?
Cadere non è un fallimento, il fallimento è rimanere dove si è seduti e piangersi addosso.
Rialzarsi è l’unica soluzione possibile.

Anche prendersi un paio di giorni di tempo per togliersi la povere di dosso.
Cadere è l’opportunità che abbiamo per imparare ad ascoltarci dentro e magari, scopriremo che:
Quell’amicizia era solo tossica. Le persone ci dicono come sono in continuazione ma lo ignoriamo perché vogliamo che siano come ci piacciono a noi.
Che in quell’amore non ci sono né vinti, né vincitori. Magari sarebbe bastato ascoltarsi di più o… magari, è crollato semplicemente perché le fondamenta non erano più solide.
Che quel progetto, lavoro, cliente, è stato proprio un bene non si siano sviluppati.

Vale la pena rialzarsi, quindi? Nonostante la vita non ci dia sempre le cose come le vogliamo?

Si. Perché la strada, la vita, ci riserveranno ancora piacevoli sorprese e nuove opportunità.
Non è mai finita davvero.